Mentre migliaia di agricoltori si apprestano a potare gli ulivi è bene ricordare le corrette operazioni di questo tema tecnico che sta a cuore a molti appassionati ed operatori. La Calabria è la seconda regione in Italia per superficie coltivata im biologico, con 71.007 Ha.
La potatura è una delle operazioni più importanti nella coltivazione dell’oliveto e richiede alcune cure per garantire una produzione soddisfacente per quantità e qualità.

Sebbene ogni territorio olivicolo ha sviluppato un proprio sistema di potatura che tiene conto delle diverse varietà, delle caratteristiche del luogo (umidità, vento, tipo di terreno ecc.) e della tecnica colturale prescelta, alcuni principi di base sono comuni perché legati alla fisiologia della pianta.

PERCHÉ LA POTATURA DELL’OLIVO È IMPORTANTE

L’olivo è senza dubbio uno degli alberi più diffusi nelle nostre campagne ed è da sempre stato legato al territorio calabrese. Le corrette operazioni di potatura sono uno degli aspetti essenziali per la crescita razionale e produttiva di quest’albero. Potare l’olivo in modo corretto permette di avere una buona quantità di frutti e magari produrre in proprio un ottimo olio d’oliva extravergine biologico.

L’ulivo è una pianta che in forma libera tende a crescere verso l’alto: immaginiamo quindi una pianta di 8 metri da cui prendere le drupe, com’è facile capire, diventa dispendioso e difficoltoso.

Quindi, gli obiettivi della potatura dell’ulivo sono:

  • Preservare la piena efficienza della chioma dell’albero;
  • Razionalizzare la crescita e il numero delle ramificazioni a frutto, anche in base alla tecnica di raccolta delle olive usata;
  • Mantenere equilibrato il rapporto tra la superficie fogliare e il legno dell’albero;
  • Consentire un’ottimale circolazione dell’aria all’interno della chioma, che altresì deve essere ben esposta alla luce;
  • Calmierare gli eccessivi produttivi, per evitare il fenomeno dell’alternanza della produzione.

QUANDO SI POTA L’OLIVO

L’olivo in produzione può essere potato in due diversi momenti dell’anno, e per questo si parla di “potatura secca” o d’inverno, perché si esegue tra gennaio e marzo, ed è l’intervento principale. Nella stagione estiva si esegue invece la “potatura verde” che consiste essenzialmente nel tagliare polloni e succhioni.

Nell’oliveto si raccoglie prima dell’inverno (il periodo della raccolta delle olive è in genere tra ottobre e dicembre) ed è sconsigliato potare durante la fase produttiva. In seguito al raccolto arriva subito il freddo, per cui si consiglia di aspettare la fine dei mesi invernali e tagliare a marzo. La pianta di olivo soffre particolarmente eventuali tagli durante periodi di gelata, quindi si sconsiglia di intervenire fino a che il clima non diventa mite.

LA POTATURA DELL’ULIVO NEI DIVERSI STADI DELLA CRESCITA

Gli interventi di potatura dell’olivo variano a seconda della fase di vita dell’albero. Nei primi anni, quando la pianta cresce e assume la sua forma, saranno molto contenuti. Nella fase adulta-giovanile, quando la produzione è a regime, si provvederà a una potatura di media intensità. Nel periodo d’invecchiamento dell’albero, quando è più forte il fenomeno dell’alternanza produttiva, si realizzeranno potature più incisive.

La potatura di allevamento sugli ulivi giovani per imprimere la forma

L’olivo è una pianta molto longeva ed è frequente trovare esemplari molto anziani, ma la potatura è bene che cominci fin dalla messa a dimora, impostando la forma della chioma fin da quando le piantine sono giovani. Questo momento iniziale si chiama potatura di allevamento e riguarda gli alberi nei primi 3 o 4 anni dalla piantagione.

Siamo tutti abituati a vedere gli ulivi come alberi, in realtà la pianta spontaneamente tende a crescere a portamento cespuglioso. Il mantenimento di un unico fusto è impedito dalla tendenza che la pianta ha di produrre sempre nuove strutture legnose dal pedale, ovvero dalla base del tronco. Con la potatura noi indirizziamo l’olivo in forma di albero, per una gestione più semplice e razionale. Una buona potatura di formazione è importante sia per l’oliveto da reddito che per gli ulivi ornamentali che vengono piantati in giardino.

Dopo la messa a dimora, se la pianta si presenta ancora con un astone come fusto, questo deve essere capitozzato a circa a 60-70 cm da terra. I rami presenti devono essere diradati, lasciando i 3 o 4 che formeranno le branche principali. In questo modo la pianta viene avviata alla formazione dello scheletro di base, mentre l’anno successivo viene indirizzata verso la forma voluta.

Nei primi 2 o 3 anni dalla messa a dimora delle piante, gli interventi di taglio saranno comunque contenuti e in genere limitati al taglio di polloni e succhioni, ovvero quei rami verticali che si originano da particolari gemme, dette “latenti”, sul tronco o sulle branche.

Le forme più utilizzate sono la forma a vaso policonico, la forma libera e a cespuglio, la forma a globo, la forma a vaso cespugliato.

Forma a cespuglio

Forma a vaso policonico

Potatura di produzione

La Calabria è celebre in Italia per ospitare ulivi secolari. Il territorio in cui si contano più ulivi ultracentenari è l’Aspromonte. La loro storia risale a quasi mille anni fa, quando furono impiantati dai Normanni. Una volta che la pianta è adulta e produttiva, come chiaramente in questi casi, il coltivatore deve intervenire ogni anno con la potatura di produzione, che ha diverse finalità molto importanti:

  • Mantenere la chioma sana, equilibrata ed in buono stato.
  • Regolare la disposizione e l’accrescimento dei rami.
  • Favorire un buon rapporto tra foglie e legno.
  • Rinnovare le formazioni fruttifere.
  • Consentire una buona penetrazione della luce all’interno della chioma e un buon grado di arieggiamento, aspetto sfavorevole all’instaurarsi di alcuni attacchi parassitari.
  • Ridurre gli eccessi produttivi e controllare, per quanto possibile, il fenomeno dell’alternanza di produzione, ovvero l’alternanza di un anno carico di olive e un anno scarico. Bisogna precisare però che a volte la potatura non basta di per sé a limitare questa spiccata caratteristica della pianta, che è dovuta anche a motivi climatici. L’olivo infatti ha la capacità di sacrificare un anno di produzione, in caso di condizione climatica sfavorevole come caldo estivo e siccità, risparmiando per mantenersi in vita.

QUALI RAMI TAGLIARE

La potatura secca invernale riveste un ruolo cruciale nella gestione dell’olivo e per eseguirla correttamente è opportuno sapere che la pianta fruttifica sui rami dell’anno precedente, principalmente rami misti.

Il ramo misto presenta in cima gemme a legno, e man mano che cresce si ripiega verso il basso diventando quello che viene chiamato “grondaccio”. Sul punto di massima curvatura del grondaccio si formano nuovi rametti, e alcuni di questi devono essere tagliati, mentre altri diverranno a loro volta il futuro grondaccio, che sostituirà quello presente, il quale viene scorciato. Questo meccanismo permette un costante ringiovanimento dei rami fruttiferi e un contenimento dell’espansione laterale della pianta.

I poppatoni o succhioni, diritti e vigorosi, devono essere eliminati sia durante la potatura secca sia in quella estiva. Nella potatura estiva è proprio l’eliminazione di succhioni e polloni il lavoro principale su cui ci dobbiamo concentrare.

Inoltre, come regola generale, che vale per tutti i fruttiferi e quindi anche per l’olivo, devono essere sempre eliminati i rami secchi o colpiti da patologie.

Esempio di poppatoni (o succhioni)

POTATURA DELL’OLIVO DI RIFORMA O DI RINGIOVANIMENTO

Ci sono inoltre dei casi eccezionali in cui si rende necessaria una potatura straordinaria dell’olivo, quali:

  • Potatura di ringiovanimento, per esempio nel caso di recupero di oliveti abbandonati e non potati da tempo.
  • Potatura di riforma, quando si decide di cambiare l’intera conformazione delle piante, ma anche nel caso di morte delle piante a seguito di eventi come incendi o gelate. Per eseguire questo tipo di potatura, così come la precedente, è bene scegliere il periodo invernale.
  • Slupatura; intervento volto a risanare le piante colpite dalla carie, detta anche “lupa”, malattia dell’olivo che ha come conseguenza la morte del legno interno. Con la slupatura viene rimosso il legno malato tramite appositi attrezzi come accette o scalpelli ma anche motoseghe, fino ad arrivare al legno sano, che va poi disinfettato bene con un prodotto rameico.

ACCORTEZZE DA RISPETTARE NELLA POTATURA

Ci sono alcune “regole” importanti da avere sempre bene a mente mentre si pota un ulivo.

  • Gli eccessi di potatura non sono mai positivi: creano ferite inutili alla pianta e portano ad uno squilibrio vegeto-produttivo.
  • I tagli delle branche e dei rami non devono lasciare monconi, da cui potrebbero generarsi succhioni e insidiarsi il patogeno della carie. Non devono neanche essere troppo rasi però, altrimenti la cicatrizzazione sarà difficile.
  • I tagli devono essere netti ed inclinati per evitare la stagnazione di gocce di pioggia.
  • La qualità degli attrezzi (forbici, segacci, roncole, troncarami ed altri attrezzi per la raccolta agevolata per raccogliere le olive in alto) è un aspetto fondamentale e la loro comodità nell’utilizzo ci è utile per lavorare in sicurezza. In ogni caso è bene indossare sempre guanti adeguati e prestare attenzione.
  • I resti di potatura, di solito abbondanti nell’uliveto, possono essere biotriturati e destinati al compostaggio, in miscela con tutti gli altri scarti organici di natura agricola e domestica. Naturalmente i rami di dimensioni interessanti sono ottimi per il camino.